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ISDE: "L'ILVA DEVE CHIUDERE ! "

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO una nota dell' ISDE di Massafra in merito alla questione ILVA

Non poteva non rispondere all’invito la sezione ISDE di Massafra, convocata a Roma dal Ministro Di Maio per la questione ILVA. I Medici per l’Ambiente di Massafra hanno rappresentato le criticità sanitarie determinate dall’ILVA, ponendo la chiusura come unica valida possibilità per garantire la popolazione e tutelare uno sviluppo sostenibile del nostro territorio. Suggestiva l’iniziativa di recapitare al Ministro un cesto con i nostri prodotti tipici che simboleggia le alternative di sviluppo sano che soffrono ma resistono alla presenza della grande industria e ne rappresentano una alternativa percorribile, se intrapresa con coraggio. Una giornata costruttiva, partita dal viaggio in autobus condiviso con le altre principali sigle del territorio, colta anche come occasione di confronto. Al termine della discussione si è redatta una nota, riportata di seguito, e condivisa da 18 associazioni. ‘Questo pomeriggio siamo stati ricevuti dal Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio sulla spinosa questione Ilva. Abbiamo rappresentato con fermezza e straordinaria unità d’intenti, la voce della città che chiede cambiamento e lo abbiamo fatto con cinque assunti comuni: · Avvio immediato delle procedure di chiusura dell’Ilva; · Tutela del bene prioritario della vita e della salute; · Salvaguardia del reddito dei lavoratori; · Bonifiche interne ed esterne alla fabbrica; · Riconversione economica, ecologica e sociale del territorio. Abbiamo rappresentato strumenti e proposte percorribili, che pure non sarebbe stato nostro onere portare, ma che siamo pronti a mettere a disposizione delle istituzioni, qualora la linea decisa sarà coerente con quanto promesso in campagna elettorale. Abbiamo rappresentato l’assoluta necessità di non dar seguito alla cessione della fabbrica a Mittal e di abrogare l’immunità penale per commissari e acquirenti. Non c’è alcuno spazio per la paventata “ambientalizzazione”: le evidenze disponibili ne dimostrano l’improponibilitá economica, ambientale e sanitaria, nel sito di Taranto, rispetto ai livelli produttivi idonei a creare profitto. Taranto deve essere un’opportunità per dimostrare autentica volontà di cambiamento. Il Ministro ci ha manifestato la sua vicinanza per una sofferenza che non è dissimile da quella patita per la terra dei fuochi, suo territorio di origine. Ha detto inoltre che il nostro contributo sarà tenuto nella dovuta considerazione e che saremo parte del processo decisionale in corso, convenendo che “Taranto ha diritto di respirare”. Ci ha infine dichiarato che, sebbene si tratti di un problema che viene da lontano, si esprimerà a riguardo con la dovuta urgenza. In tale valutazione ci aspettiamo che il suo ruolo non sia quello di mera mediazione, ma quello di chi, in esecuzione di un impegno già assunto dal suo Governo, ripristini lo stato di diritto nel nostro territorio e restituisca pace e dignità alla nostra comunità.

iISDE Medici per l’Ambiente di Massafra


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