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L’IC "SAN G. BOSCO" ENTRA NEL CATALOGO DELLE BUONE PRATICHE DEL FONDO SOCIALE EUROPEO

In un'epoca in cui chiunque si sente in diritto di dire "cosa dovrebbe fare la scuola" (proprio come per il calcio), per andare più facilmente d'accordo con i genitori, l’IC “San G. Bosco” di Massafra - TA - ha colto l’occasione e l’opportunità offerta dai PON per concretizzare l’intento.

La partita si è giocata sul piano formativo! È, infatti, sempre più frequente recepire - in forma esplicita o no - richieste di aiuto da parte di genitori che, preoccupati nel vedere i figli che crescono troppo velocemente e con strumenti a loro sconosciuti, si chiedono come possono intervenire sul web, almeno in termini di sicurezza. Importante diventa, quindi, informare e formare, perché la genitorialità digitale implica l'ampliamento del vocabolario espressivo dei genitori per mezzo della comprensione e della condivisione affettiva della nuova modalità comunicativa digitale in modo da rendere permeabile il confine tra i diversi codici generazionali senza alzare con critiche e giudizi, o con la non conoscenza informatica, il muro dell'incomprensibilità tra il vecchio e il nuovo! Pertanto, nell’ambito dell’AVVISO 10862 – FSE “INCLUSIONE SOCIALE E LOTTA AL DISAGIO” AZIONE 10.1.1 Sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità SOTTO-AZIONE 10.1.1A Interventi per il successo scolastico degli studenti CODICE NAZIONALE PROGETTO 10.1.1A – FSEPON – PU – 2017 – 526 - LA SCUOLA CHE INCLUDI....AMO-, è stato organizzato anche il MODULO EDUCAZIONE AI SOCI@L, aperto ai genitori dei ragazzi di classe 4^ e 5^ della Scuola Primaria e ai genitori della Scuola Secondaria di 1° grado, con lo scopo di entrare nello “spazio” in cui le nuove generazioni vivono, partoriscono le loro idee e i loro pensieri e dove avviene la maggior parte delle loro comunicazioni. Questo “spazio” è la rete, qualcosa d’imponderabile e senza confini, dove persino il legislatore fatica a fissare delle regole.
Sir W. Churchill affermava che 'Siamo noi a dar forma agli edifici; dopodiché sono loro a plasmarci'. Per tale ragione, all’interno del laboratorio, è stata presentata una disamina 'senza pregiudizio' sulla condizione dell'individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso. Sono state poste le domande - suggerite da P. Crepet in 'Baciami senza rete' - Come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e solo attraverso un device? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica? Non per demonizzare il mondo della rete, non con l'intenzione nostalgica di creare un 'passaporto pretecnologico', non per sopire i dubbi o creare strade di servizio accanto a tangenziali predefinite, bensì per sollecitare il sano confronto che induce a riflettere sulle contraddizioni e sugli effetti collaterali di questo “nuovo mondo” che ha avuto, continua ad avere, e più ne avrà, effetti strabilianti non solo dal punto di vista squisitamente industriale ed economico, ma anche dal punto di vista di più darwiniana 'mutazione' antropologica! Cercare di comprendere come gli effetti di un uso prolungato e massivo della tecnologia si manifestino sui nostri figli è stata la finalità del percorso, che ha cercato altresì di distinguere tali effetti in due grandi gruppi: quelli di tipo cognitivo-comportamentale e quelli di tipo emotivo - relazionale.

“Una generazione “assopita e dipendente da smartphone”, accusano i padri. “E voi siete incoerenti!” ribattono i figli “Iniziate a dare il buon esempio!” Questa la considerazione che ha avviato il dibattito per corroborare l'idea che la necessità della condivisione, su cui si basano i social, DEVE essere vissuta in famiglia per ristabilire gli equilibri e per riappropriarsi del proprio ruolo nell'ottica della relazione autentica in cui, nella famiglia, prevalgono le relazioni su base asimmetrica. L'approccio dell'accoglienza incondizionata deve essere in forte equilibrio con quella condizionata dall'autorevolezza.

Il gruppo dei genitori-corsisti si è sentito immediatamente e attivamente coinvolto: hanno creato un vero e proprio team-working che ha palesato subito una totalità dinamica che li ha portati ad accogliere il compito autentico che la scuola ha loro proposto: progettare un manifesto di intenti per sigillare un patto di responsabilità! In corso d’opera, tuttavia, il manifesto ha subito delle “evoluzioni” ed è nata l'idea di un gioco di social..ità che ha come scopo quello di disseminare le 'buone pratiche' nell'utilizzo della tecnologia attraverso un mezzo, il gioco appunto, che da sempre unisce. Il principio del 'GI...OCA CON I SOCI@L' è proprio quello ispirato dal tradizionale gioco dell'oca, in cui si lascia alla sorte del lancio dei dadi scoprire se andare avanti o arretrare o arrestarsi. Nella dinamicità delle regole del gioco si scoprono i pro e i contro dell’uso o dell'abuso della tecnologia.

I genitori si sono anche attivati nella ricerca di finanziamenti per la realizzazione del gioco in tela plastificata (dimensioni 2,50 m x 1,50 m) e si sono proposti come tutor dei ragazzi, durante il gioco vero e proprio che ora fa il giro della scuola!

Le attività laboratoriali sono state arricchite da tre seminari di approfondimento: con la dott.ssa Andreina Rucci, ispettore capo della Polizia Postale, sezione di Taranto, per l’aspetto più tecnico rispetto ai pericoli della rete; con l’avv.to Giuseppe Losavio, per discutere della parte legale del problema, con particolare riferimento alla norma; con la dott.ssa Mariella Ghionna, psicoterapeuta, per quanto attiene alla sfera emotiva e ai risvolti psicologici del problema. Si coglie ancora l’occasione per ringraziarli del prezioso contributo alla buona riuscita del progetto che, sicuramente non ha risolto i problemi, ma ha certamente contribuito alla crescita di ognuno nella consapevolezza che oggi più che mai è necessario prendere i nostri figli per mano, guardarli negli occhi e tenere anche "il mondo in tasca" senza però permettere di cancellare il nostro mondo!

L’esperienza è stata altamente formativa e ha suscitato un’onda ricca di suggestioni e futuri propositi che hanno trovato deterrente nell’importante riconoscimento che ne è anche derivato! Infatti, il Progetto di Educazione ai Soci@l, coordinato, in qualità di esperto, dall’ins. Antonia Mellone e, in qualità di tutor, dall’ins. Carmela Simeone, è stato inserito nel Catalogo delle Buone Pratiche del Fondo Sociale Europeo e segnalato come esperienza significativa e documentazione “importante” ai fini dell’organizzazione e della pratica dei PON! Il progetto ora, è nelle mani della Commissione Europea!

Si segnala il seguente link (https://prezi.com/p0xn5qtw56z_/genitori-digitali/) per chi avesse la voglia e la curiosità di conoscere la sintesi del percorso progettuale prodotta come documentazione richiesta dal dott. Stefano Michetti per la pubblicizzazione e rendicontazione dell’esperienza alla Commissione Europea del 08/05/2018

Ai social, ora, è richiesto di fare la loro parte per quel sano tam tam che rendono l’esperienza e il tentativo di una scuola patrimonio di tutte!

A. Mellone


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