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ROTELLI: NON SONO STATO ELETTO, MA DA QUESTA ESPERIENZA HO IMPARATO MOLTE COSE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la seguente nota del candidato alla Camera Antonio Rotelli.

Le elezioni sono ormai alle spalle. Desidero chiudere questa esperienza con alcune parole, che un passeggero problema di salute mi ha impedito di scrivere già martedì.

Come candidato ho cercato di dare il massimo, consapevole che si può fare sempre di più e meglio. Ho raccolto molti attestati di stima, ma non sono riuscito a fare la differenza. Nonostante ciò, il fatto che il risultato elettorale sia stato piccolo in termini percentuali non diminuisce la mia gratitudine e la responsabilità che mi sono assunto candidandomi. Ringrazio gli elettori e le elettrici che mi hanno votato e hanno votato Liberi e Uguali.

Un ringraziamento particolare lo esprimo alle amiche e agli amici che mi hanno sostenuto mettendo a disposizione idee, lavoro, tempo e danaro per fare la campagna elettorale. La mia candidatura aveva un significato collettivo e plurale, che andava al di là della mia persona.

Il voto popolare è una delle espressioni fondamentali della democrazia e i cittadini lo hanno espresso eleggendo i loro rappresentanti. Leggendo il voto attraverso una semplificazione vedo che i cittadini che si sentono minacciati e assediati hanno votato a destra e hanno preferito la Lega. Questo anche qui al Sud, dove la Lega ha doppiato Liberi e Uguali. I delusi della sinistra hanno votato il Movimento 5 Stelle. Liberi e Uguali avrà una rappresentanza parlamentare – e sono felice che Rossella Muroni sia stata eletta qui in Puglia e potrà rappresentare anche questo territorio – ma il risultato elettorale è disastroso.

Tanti ormai hanno fatto analisi del voto e delle ragioni della sconfitta e non pretendo di aggiungere anche le mie. Voglio fare però qualcosa di diverso, da convinto democratico e tifoso dei principi della Costituzione. Auguro a chi ha vinto le elezioni di riuscire a formare un governo e di governare bene, perché le condizioni di vita e di lavoro di molte persone, specie qui al sud, sono intollerabili ormai da troppo tempo e occorre ristabilire i fondamentali a partire dalla redistribuzione della ricchezza e dal contrasto delle politiche liberiste. In questo augurio c’è anche il desiderio che nessuno speri, per il bene del Paese e dell’Europa, che il Movimento 5 Stelle vada tra le braccia della Lega.

All’indomani delle elezioni politiche del 2013 Stefano Rodotà scriveva su La Repubblica (01/03/2013) che la seconda Repubblica lasciava dietro di sé solo rovine e che per dare una minima credibilità ad una prospettiva di governo occorreva stabilire le giuste priorità per disinnescare le tensioni sociali; occorreva avanzare proposte che avessero uguaglianza e dignità come loro fulcro; occorreva scrivere nuove norme sulla partecipazione dei cittadini, per riaprire i canali necessari alla comunicazione tra società e politica. Quelle istanze sono tremendamente attuali per restituire agli italiani e a chiunque viva sulla nostra amata terra la libertà dal bisogno e dalla paura.

Io sono un uomo di sinistra. Sinistra nel mio vocabolario significa essere con gli ultimi non solo in senso morale, ma sporcandosi le mani e rimettendoci del proprio; essere dalla parte dei lavoratori e dei pensionati, combattendo ogni scelta che crea povertà ed esclusione sociale e sottrae libertà e dignità all’esistenza; battersi per i diritti che sono di tutti, quale che sia il luogo del mondo in cui la persona si trova, a partire dalla salute, l’istruzione, il lavoro, l’ambiente e l’abitazione, che passano anche per quel concetto di beni comuni, dall’acqua alla conoscenza, che sono necessari alla loro attuazione.

Non sono stato eletto, ma da questa esperienza ho imparato molte cose. Continuerò a fare politica nelle associazioni e oltre, per dare ogni giorno il mio personale contributo alla costruzione di un Paese migliore, più giusto e inclusivo.

Antonio Rotelli


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