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OMICIDIO DRAGONE: ARRESTATO PRESUNTO ASSASSINO

I Carabinieri della compagnia di Massafra hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Bocconi, 57enne massafrese, ritenuto responsabile di quell'omicidio, di porto e detenzione in luogo pubblico di armi da sparo, detenzione illegale di munizionamento e di danneggiamento.

I Carabinieri, in seguito a indagini mirate condotte nel corso di questi mesi, hanno raccolto una serie di elementi di elevata gravità indiziaria nei confronti dell’uomo che è stato rintracciato stamattina a Taranto a bordo di un camper, nei pressi di un cantiere navale ubicato nel quartiere Tamburi.

I fatti: Bocconi avrebbe trascorso gran parte dell’ultimo giorno di vita della vittima di cui era amico e con cui spesso si accompagnava. Le telecamere installate nei pressi di un’abitazione rurale prossima a quella in cui è stato assassinato Dragone ed in una stazione di servizio della statale 106 hanno immortalato i due amici intenti a rientrare nella casa della vittima, dove verosimilmente avevano dormito nella nottata del 3 gennaio e allontanarsi alle 9 del mattino del 5 gennaio a bordo di una Fiat Stilo SW bianca e di un autocarro Iveco (entrambi automezzi di modello e colore compatibili con quelli in uso a Salvatore Bocconi), diretti nella stazione di servizio, dove hanno sostato pochi minuti per una consumazione al bar.

Foto danneggiamento autovettura

Dagli accertamenti esperiti, è emerso poi che Bocconi è stato l’ultima persona a cui Dragone ha telefonato, nella serata del 4 gennaio ed anche l’ultima che lo ha contattato. Inoltre, nel corso di un tentativo di chiamata, il telefono di Bocconi ha agganciato la stazione radio base (cd. cella) ubicata a Palagiano, nella cui area di copertura ricade l’abitazione della vittima.

Tale dato ha assunto maggiore significato in termini indiziari, allorquando è stato supportato dai filmati delle telecamere che hanno immortalato, nello stesso arco orario e precisamente alle 20.49 del 4 gennaio, un’autovettura con una persona a bordo e con la lampada destra del portatarga fulminata, mentre percorreva la stradina di accesso all’abitazione di località Pino di Lenne per poi allontanarsi velocemente dopo circa 12 minuti.

Tale avaria di illuminazione della targa si è rivelata assai preziosa, allorquando da una telecamera di sorveglianza è stato rilevato che anche l’autovettura Fiat Stilo SW di colore bianco a bordo della quale viaggiava un individuo dalle fattezze fisiche compatibili con quelle di Bocconi, recatosi a danneggiare i pneumatici della macchina in uso ai genitori della vittima (nel verosimilmente proposito di ritardare la scoperta del cadavere) aveva il medesimo malfunzionamento all’illuminazione del portatarga.

Salvatore Bocconi, dopo l’ultimo tentativo di chiamata delle 20.53 del 4 gennaio - data che il medico legale, all’esito dell’esame autoptico, ha stabilito essere quella del decesso - interrompeva definitivamente i frequentissimi contatti telefonici con Dragone e cercava, sin da subito, di allontanarsi da quei luoghi.

Inoltre, il soggetto, poco dopo Bocconi ha smesso definitivamente di usare il proprio cellulare, rendendosi irreperibile. In particolare, anche attraverso lo studio dei tabulati telefonici, i militari hanno accreditato la circostanza che Bocconi aveva trascorso la notte tra il 4 ed il 5 gennaio in un’abitazione a lui in uso, sita in contrada Bellomo, agro di Mottola, al confine tra le provincie di Taranto e Bari in cui non dimorava da tempo.

Proprio nel corso di una perquisizione effettuata in tale abitazione, nelle decorse settimane, occultate in una panca posta all’esterno della villa, i Carabinieri hanno rinvenuto 15 cartucce per fucile da caccia calibro 16. All’esito di un esame comparativo con il materiale recuperato in occasione dell’autopsia sul corpo della vittima (borra e pallini), la Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Taranto, ha verificato la compatibilità con il munizionamento impiegato per l’omicidio.

Alcuni conoscenti della vittima hanno poi riferito di un presunto debito di denaro contratto da Dragone nei confronti dell’amico Bocconi, che avrebbe fatto deteriorare il rapporto tra i due al punto da sfociare, spesso, in accesi litigi nel corso dei quali Bocconi non aveva mancato di esternare veri e propri propositi omicidiari nei confronti dell’amico.

L’arrestato, rintracciato nelle adiacenze di un camper, verosimilmente prestatogli da un amico, nel quale si ritiene che abbia trascorso le sue giornate nei giorni successivi all’omicidio, è stato fermato in un cantiere navale ubicato nel quartiere Tamburi.

L’uomo, terminate le formalità di rito, è stato tradotto in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto.

BOCCONI Salvatore

Redazione


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