TARANTO: DA CITTÀ INDUSTRIALE A CITTÀ INDUSTRIALE

Nell’ambito del programma delle iniziative culturali del 2018 l’associazione FORUM affronterà la tematica del rilancio industriale di Taranto e della sua provincia.

Il Presidente dell'Associazione Domenico Santoro commenta cosi l'iniziativa: "Capitale industriale dagli anni ‘60 con lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa e una rete di piccole imprese direttamente o indirettamente collegate all’indotto dell’acciaio, oggi Taranto si trova ad un bivio: farsi annoverare nella schiera dei fallimenti della politica economica-industriale del dopoguerra italiano, vittima illustre dalla crisi economica mondiale e delle sue contraddizioni ambientali, oppure candidarsi a diventare l’architrave del rilancio industriale del nostro Paese.
Questo interrogativo è al centro dell’agenda politica di ministri, governatori regionali, rappresentanti istituzionali locali, sindacati e associazioni di cittadini, in una discussione che appare assumere toni sempre più drammatici.
Pur tuttavia, appare chiaro a tutti che il rilancio dell’industria tarantina rappresenti l’unica via percorribile per il salvataggio dell’economia jonica; si segnala, inoltre, che la riconversione produttiva attraverso il porto commerciale e il turismo sono fallite o che, comunque, hanno mostrato la loro marginalità e incapacità di sopperire alla ricollocazione occupazionale di migliaia di lavoratori.
Vi è da aggiungere che in questi anni diversi nuovi e intraprendenti imprenditori hanno realizzato progetti aziendali indipendenti rispetto al polo siderurgico che racchiudono in se il germe sano della futura diversificazione industriale."

"Auspichiamo, pertanto, - conclude Santoro - un sereno confronto sul progetto della Taranto industriale del terzo millennio, strategicamente collocata nel centro del Mediterraneo, aperta alle opportunità del nuovo mercato africano ed al tempo stesso inserita a pieno titolo nel quadro dei poli industriali Europei.
Per parlare di questo argomento abbiamo voluto coinvolgere i massimi rappresentanti del sindacato nazionale e i rappresentanti delle istituzionali locali ai quali trasmettiamo la nostra preoccupazione per la tensione che sta accompagnando la nuova vertenza Taranto e chiediamo uno sforzo verso un alto compromesso capace di contemperare la qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori ed rilancio strategico della nostra provincia."

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