IL 1° OTTOBRE 1887 NASCEVA LA PRIMA SCUOLA PUBBLICA A MASSAFRA

Classe quarta della scuola elementare di Massafa foto del 1908 Classe quarta della scuola elementare di Massafa foto del 1908

La prima scuola pubblica a Massafra ebbe sede nel Palazzo Giannotta, nei pressi della Chiesa di Gesù Bambino.

Fino ad allora funzionavano classi sparse nelle case dei maestri e in locali assegnati dal Comune.

 

Nel 1828 a Massafra era già attiva una scuola libera, affidata ad un unico insegnante, il canonico Donato Cervi, il quale istruiva i ragazzi “nei rudimenti della nostra religione, come pure l’impara a leggere, a scrivere, ad abbaccere, coll’esercizio delle quattro regole principali, cioè di sommare, sottrarre, moltiplicare e dividere” nella propria casa sita nell’angusta stradetta che in seguito prese il nome di questo primo maestro elementare.

Nel 1846 le classi erano due: una maschile con 47 alunni, affidata al maestro Giuseppe Schettini e una femminile, con 43 allieve, affidata alla maestra d. Giovanna Scarcia.

La scuola dello Schettini era in un locale di Via Commenda e l’attrezzatura indispensabile (banchi, lavagna, sedie) era stata fornita dal Comune.

La maestra d. Giovanna Scarcia, invece, faceva lezione in casa, in una stanzetta in Via S. Guida. E le ragioni per le quali la scuola feminea  era preferibile ancora in casa della maestra sono facilmente intuibili: imparare a leggere e scrivere, l’andare e venire, erano ancora considerati esercizi poco adatti alle ragazze, che venivano distratte ed allontanate dai casti pensieri e dalle domestiche occupazioni.

Nel 1860, visto l’aumento degli allievi maschi, ai maestri Schettini e Scarcia si aggiunge il maestro d. Nicola Gentile: due classi maschili ed una femminile, allogate in locali più o meno vicini in Via Commenda, affidati alla sorveglianza del parroco e del sindaco.

Intorno a questi anni salì in cattedra un vivace e preparato sacerdote, don Cosimo Giannotta, che profuse i tesori del suo ingegno anche nella sua famosa scuola privata, insieme all’altro prete don Cataldo Misciagna, d. Maria Schettini, Francesco Gallo, Giovanni Battista Albanese: tutto un volenteroso corpo insegnante che fu il primo nucleo, fino al 1880, intorno al quale ruotò la prima vita intellettuale cittadina.

Le scuole private di Massafra vantavano un nome ed una tradizione che usciva dalle mura cittadine: molte famiglie dei paese limitrofi preferivano mandare i giovani a studiare a Massafra, affidandoli a parenti o amici.

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Palazzo Giannotta

Le varie scuole erano sparse nelle vicinanze delle abitazioni degli insegnanti, soggette al controllo del Comune che se ne addossava le spese. Furono allora gettate le basi per la costruzione di un edificio scolastico, progettato dall’ing. De Introna e che doveva sorgere in Via Fanelli, sul suolo dell’attuale casa Lamanna. Ma, per varie circostanze, non se ne fece più nulla e si dovette attendere il 1933 per vedere realizzata quest’opera, in tutt’altro luogo.

Andava sempre più maturando nel popolo la coscienza dell’istruzione ed il Comune istituì le scuole serali, che consentivano ad artigiani e contadini, dopo il lavoro, di recarsi a scuola per liberarsi della morsa dell’ignoranza. Nel 1878 le scuole serali contavano ben 160 alunni, distribuiti in quattro sezioni.

Il numero degli alunni aumentava di anno in anno, grazie anche all’impegno del Comune con l’istituzione di nuove classi e l’immissione di nuovi insegnanti. Nel 1887, per la tenace volontà del maestro Giuseppe Nardone, che esercitava le funzioni di direttore, le scuole si riunirono tutte nel Palazzo Giannotta, nei pressi della Chiesa di Gesù Bambino. Erano 13 classi, 8 maschili e 5 femminili.

I locali furono presi in fitto per l’annuo canone di lire 1225 per l’iniziale durata di dodici anni, che vennero prorogati successivamente di quattro in quattro per ben nove volte, fino alla realizzazione del maestoso edificio scolastico in Piazza Corsica, nel 1935.

Le aule anguste e buie del Palazzo Giannotta videro per quasi mezzo secolo passare intere generazioni di alunni e valenti maestri: al primo Direttore maestro Giuseppe Nardone,  autentico autodidatta, poeta, autore di carmi e tragedie che gli valsero notorietà letteraria, seguì il prof. Raffaele Grippa, poliedrico protagonista della vita cittadina, a volte autoritario, pignolo, ma ricco di iniziative, cresciuto alla scuola di don Cosimo Giannotta.

L’edificio, appartenuto prima ai Saraceno e poi ai Ciura, dotato di circa quaranta stanze, fu adibito a scuola solo in parte, restando a disposizione della famiglia Giannotta. L’ampio vano d’ingresso, oscuro perché prendeva luce solo dal portone, dava accesso alla scalinata a tre rampe, da cui si giungeva alle aule ricavate come meglio si era potuto: alcune ampie e alte nella volta, da saloni patrizi, altre invece basse, piccole e strette, appena in grado di ospitare le classi numerose di un tempo. In fondo, l’ufficio del Direttore ed i servizi, con pareti piene di scaffali ricolmi dei libri della biblioteca.

La palestra era in un altro corpo della scuola, di fronte ad altre poche aule ricavate al piano terra.

I banchi erano quasi tutti lunghi, a quattro posti; nelle aule più piccole, invece, erano disposti i banchi a due posti. Sulle pareti dei corridoi erano ben visibili ritratti degli eroi nazionali e scritte educative. La più significativa (tanto per comprendere meglio l’epoca) era posta all’ingresso: “La civiltà di un popolo si misura dalla quantità di sapone che consuma”.

Tratto da pubblicazioni di R. Grippa e P. Catucci

Redazione ViviMassafra


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