IL GRUPPO DONATORI DI SANGUE FRATRES MASSAFRA COMPIE 20 ANNI

Ricorre nel 2017 il ventennale del gruppo Fratres Massafra.

L'associazione nasce per far fronte ad un problema drammatico e sempre attuale: sensibilizzare e avvicinare il prossimo alla donazione del sangue. E se la culla della Consociazione, è la Toscana, dove la Fratres nacque da una costola delle Misericordie d'Italia, a Massafra, il fianco (è il caso di dirlo) lo offrì uno sparuto gruppo di uomini, guidati da un pilastro della comunità religiosa massafrese: Don Antonio La Porta.

Il parroco, all'epoca, veniva interpellato dai parenti di questo o quel malato, i quali, per poter essere operati, necessitavano obbligatoriamente di scorte di sangue.

La forza del religioso faceva si che, ad ogni richiesta, si potesse far fronte nei limiti del possibile. Fino a quando, quasi come fosse una calamita, non riunì attorno a sé uomini e donne, cui trasmettere l'importanza e la necessità di dedicarsi totalmente ad un simile gesto.

E fu così che nel 1997...lo sparuto gruppo di cui sopra...si riunì e fondò la prima associazione di donatori sangue su Massafra. La Fratres, appunto.

Dalle memorie e i racconti di chi questo gruppo l'ha vissuto per 20 anni, appare evidente che la pietas di quel Parroco...la voglia di non rimanere impotenti di fronte alle richieste dei bisognosi...sono esigenze perfettamente attecchite e germogliate nel cuore dei volontari.

Uno dei papà di questo gruppo, Antonio Boccalatte, negli anni ha sempre portato avanti un messaggio: quello della "cultura al dono".

Un concetto che piace ai volontari Fratres e che vive, letteralmente, nel gesto che compie il donatore durante la raccolta.

I donatori appunto. I necessari membri di un’equazione che non conosce incognite, ma un solo grande termine noto: la solidarietà. 

Ovviamente i risultati non furono immediati; a Massafra, nessuno, prima di quel momento, si era fatto carico di un simile messaggio. E soprattutto sfidare i pregiudizi e le male pratiche, consolidatisi attorno alla donazione del sangue.
Lottare affinché "donare il sangue" non fosse sinonimo di "merce di scambio".

Ecco perché la Fratres ha sempre definito e definisce la donazione come un gesto: gratuito, volontario, anonimo e periodico.

Infatti, si ricordi che, si può donare sangue ogni tre mesi (per gli uomini e le donne in menopausa) oppure ogni sei mesi (per le donne in età fertile). Oltre questo, occorre avere fra i 18 e 70 anni e godere di buona salute. Ecco quindi che donare sangue può essere un gesto semplice; a cui tutti possono approcciarsi.

Nel corso degli anni, rendere accessibile tale gesto, è stato possibile anche grazie al lavoro che i volontari hanno compiuto, con altri protagonisti dello scenario Massafrese.

Primi fra tutti gli istituti scolastici. Essi sono la conditio sine qua non per offrire ai giovani un importante momento di confronto con il tema della donazione del sangue: storica è la collaborazione con il liceo de Ruggieri, guidato da un sempre attento e disponibile preside, dott. Stefano Milda; e gli altri istituti di istruzione secondaria quali l'istituto Tecnico Industriale Amaldi e Tecnico Agrario Mondelli.

Presso tali scuole, l'associazione dopo una prima giornata di formazione con e per i ragazzi maggiorenni, organizza una successiva raccolta grazie all'autoemoteca del Centro Trasfusionale di Taranto.

Meritano altresì una menzione speciale l'Aido di Massafra, con cui si sono realizzate negli anni, innumerevoli momenti di informazione e sensibilizzazione; e un uomo, da sempre vicino al gruppo. Dapprima come donatore e poi come supporter: Raffaele Zanframundo, della pasticceria Zanframundo di Massafra.

La perenne disponibilità e attenzione dimostrata in tutti questi anni al gruppo, lo rendono un sicuro amico della Fratres.

In quanto realtà fatta e vissuta da uomini, i ringraziamenti spesi da questo gruppo, vanno a tutti coloro che hanno sacrificato il proprio tempo ed energie per mettere le sofferenze del prossimo al primo posto.

Tiriamo le somme su questi primi vent’anni di associazione, mutuando delle parole molto care ad un altro papà di questo gruppo, Michele Ciarella, e riferibili a don Tonino Bello: “è meraviglioso che anche gli uomini esprimano la solidarietà con i loro fratelli attraverso la donazione del sangue: un gesto che vale una comunione… dove la lettiga della donazione davvero vale un altare, e la sacca di sangue vale un calice…”

E se i numeri potessero mai esprimere la grandezza di un simile gesto, eccoli: dalle 44 donazioni a Massafra del 1997, nel 2017 si è giunti alle 690 donazioni fra sangue intero ed emocomponenti.

Dott. Graziano Tocci


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