Elisabetta La Tanza: professoressa di Matematica a New York

  • 22 Giugno 2015
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Alzi la mano chi tra noi non ha mai pensato, almeno una volta nella vita, “voglio andare a vivere a New York!”: Central Park, il ponte di Brooklyn, Broadway, immagini di film americani che si affollano nella mente… poi ritorni alla realtà e pensi che resterà solo un sogno.

Magari è proprio quello che ha pensato la nostra amica Elisabetta. Diplomatasi presso il L.S.S. De Ruggieri, ha intrapreso il corso di studi in Matematica a Bari e, subito dopo la laurea, ha iniziato ad insegnare Matematica e Fisica in Italia.

Nel 2003, poi, quella occasione che ti cambia la vita: seguire un Master in Matematica Pura presso il CUNY Graduate Center di New York; ed è proprio qui che ha deciso di rimanere, lavorare, sposarsi e avere due bambini (Ernesto di 8 anni ed Emma di quasi 2). Insegnante di matematica in una high school nel suo tempo libero cerca di dedicarsi ai suoi hobbys: praticare zumba ed hip hop, assistere ai concerti ed andare al cinema

1) Nome
Elisabetta La Tanza

2) Professione
Insegnante di Matematica

3) In quale Paese ti trovi ora
New York (Stati Uniti)

4) Tre aggettivi per descriverti
Caparbia, ottimista, stacanovista (troppo)

5) Un sogno
Avere piu’ tempo disponibile per me stessa e per sognare

6) Lasciare Massafra: lo rifaresti
Lasciare Massafra e’ stato quasi un evento casuale della mia vita da adulta, non una scelta. Non e’ stato semplice adattarsi al nuovo stile di vita molto diverso. Oggi ne sono contenta e lo rifarei.

7) Una cosa che ti manca di Massafra
La famiglia, gli amici, il paesaggio

8) Una persona a cui ti ispiri
Mio padre

9) Progetti futuri
Una casa piu’ grande, un viaggio in Sudamerica

10) La cosa che senti dire più spesso dell’Italia all’estero
Voi italiani sapete vivere bene e soprattutto mangiare bene. Sei italiana? Che fortuna!

11) Salutaci in americano
See you soon, guys!

FORSE NON TUTTI SANNO CHE… Perché New York viene chiamata anche Grande Mela?
Ci sono diverse teorie a riguardo ma quelle più accreditate fanno risalire questo soprannome al compenso che i musicisti jazz degli anni ’30 ricevevano dopo i concerti nel locali di Harlem e Manhattan; essi infatti ricevevano una grossa mela rossa come retribuzione per i loro spettacoli. Si iniziò cosi a soprannominare New York come la “Grande Mela”, capitale di successo della musica jazz nel mondo.
Anni dopo, nel 1971, il termine venne ripreso dall’allora Presidente del turismo, Gillet, durante una campagna di promozione della città. Il paragone ad una grossa mela rossa e succosa serviva per dare un’immagine più allettante ed invitate di una New York spesso vista come una città violenta e pericolosa. Da allora New York divenne per tutti la Grande Mela.

Nanni ANTONANTE

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