LA CONSEGNA DELLE CHIAVI – LO SAPEVATE CHE…

Il rito della “consegna delle chiavi” si ripete ogni anno da ben oltre due secoli alla prima domenica di maggio. La cerimonia trae origine dall’elezione della Madonna a Patrona di Massafra nel 1776.

Luogo d’incontro della Vergine della Scala con il suo popolo è stato sempre l’estremo lembo a nord dell’abitato, una volta circondato da uliveti secolari.

Due sono le eccezioni. La prima, nel 1776, quando la processione, partita dal Santuario (eretto nel 1731) si snodò lungo il fondo del burrone e la cerimonia si svolse in località detta Montirrone del Cuonzo, non essendo stata ancora ultimata la costruzione della imponente scalinata di accesso al Santuario.

In tale occasione, la cerimonia si svolse il 20 ottobre, la domenica cioè successiva alla proclamazione della Madonna della Scala a Patrona della Città, che designava anche, quale data della solenne festività, la prima domenica di maggio. La notizia fu accolta con grande giubilo popolare e, per quell’anno, si decise di festeggiarne l’avvenimento la domenica successiva, cioè il 20 ottobre. Dall’anno seguente (1777) la festa fu celebrata la prima domenica di maggio. Il Vescovo di Mottola Mons. Ildefonso Ortiz Cortes celebrò i solenni pontificali e alla processione prese parte anche il Metropolita di Taranto, l’Arcivescovo Mastrilli. I due prelati, in una pubblica cerimonia, donarono alla Vergine i loro anelli episcopali.

Seconda eccezione nel 1941. Nel pieno del seconda guerra mondiale, la consegna delle chiavi si svolse nel grande piazzale antistante l’edificio scolastico di Piazza Corsica, che era stato trasformato in Ospedale Militare, luogo di sofferenza e di speranza per tanti soldati che, lontani dalla loro terra natia, elevavano le loro preghiere alla Vergine Santissima della Scala, quale voto di pace e concordia tra i popoli. La cerimonia di consegna fu effettata dal Commissario Prefettizio Avv. Giuseppe Scarano e da S.E. Mons. Francesco Potenza.

Da tradizione, i due cortei, quello religioso (partito dal Santuario) e quello delle Autorità (partito da Palazzo di Città), si incontrano all’incrocio di Via Vittorio Veneto con Via del Santuario, tanti anni fa chiamato Largo della Croce. La Vergine Santissima viene deposta sul palco appositamente eretto, sul quale prendono posto il Vescovo ed il Sindaco. Anticamente, al di sopra del palco veniva innalzato un arco trionfale. Secondo la tradizione, la cerimonia prevede che l’Autorità Civile (il Sindaco) porga all’Autorità Religiosa (il Vescovo) due chiavi da consegnare alla Madonna: una d’oro (quella che apre la porta del Cielo) e l’altra d’argento (simbolo del Patronato di Maria SS. sulla città). Il Vescovo, tra la commozione generale, esegue l’offerta, implorando le benedizioni celesti.

Si avvia quindi la processione, che si snoda solennemente per le vie cittadine. Un tempo, quando la processione arrivava in piazza, la Madonna veniva portata in S. Benedetto, in modo che le monache benedettine, che erano di clausura, potessero vederla dalle grate della Chiesa. Come omaggio alla Vergine, le religiose offrivano un mazzetto di fiori bianchi, che veniva legato alla Scala. Prima di questa sosta, il Cappellano del Monastero si portava al primo crocevia della Strada Maggiore, per la rituale incensazione della statua.

Fino agli anni ’30, la Madonna veniva portata alla Chiesa Madre (ex Collegiata). Da questa, nel giorno dell’ottava, alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, in Piazza Garibaldi, chiesa poi demolita nel 1929. Ora, invece, la processione ha termine nella Chiesa Nuova. Qui la statua rimane per tutto il mese di maggio, esposta alla venerazione del popolo.

Un’altra significativa cerimonia, quella dell’Offerta del Cereo, è caduta in disuso da qualche decennio. Una Deputazione Municipale si recava, la mattina della festa, al Santuario, per assistere al Pontificale del Vescovo. Durante la messa, prima dell’Offertorio, il Delegato Sindaco o altro Assessore, offriva al celebrante, a nome del Comune e della cittadinanza, un grosso cero acceso, ornato di nastri e di fiori. Il Prelato rivolgeva parole di lode all’indirizzo dell’Amministrazione Comunale e del popolo e deponeva il cero ai piedi della Vergine. L’ultima cerimonia del Cereo è stata compiuta nel 1959 dal Pro Sindaco prof. Francesco Quarto.

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