L’11 APRILE 1875 MORIVA ISABELLA ACCOLTI GIL

Donna Isabella Accolti Gil - Ritratto di Nicola Galeone Donna Isabella Accolti Gil - Ritratto di Nicola Galeone

L’origine del Santuario è collegata ai prodigi di una statuetta di cera raffigurante Gesù Bambino. Donna Isabella, originaria di Conversano e sposata con il nobile massafrese don Francesco Broja, la acquistò nel 1831 a Monopoli.

Casa su Via Vittorio Veneto

Nel 1840, don Francesco fu colpito da una forte emorragia che riuscì felicemente a superare. La nobildonna, allora, fece voto di allestire ogni anno, nella propria casa di Massafra, alla Strada Maggiore (oggi Via Vittorio Veneto) un artistico presepe. La vigilia di Natale del 1946 accadde il primo miracolo: la statuetta del bambino incominciò a sudare copiosamente e dell’evento prese atto il clero dell’epoca. Le manifestazioni prodigiose ripresero la notte di Natale del 1849 e, in questa occasione, furono accertati e documentati anche movimenti degli occhi e degli arti, oltre alla sudorazione. Il 2 febbraio 1850 sul petto della statuina comparvero tracce di sangue. La notizia si diffuse rapidamente per tutto il circondario e la casa di donna Isabella divenne un vero e proprio santuario.

Inizialmente il Bambinello venne esposto nella cinquecentesca Chiesa Madre di Massafra perché potesse essere venerato dal popolo tutto e, in tale circostanza, effettuò miracoli a beneficio di numerosi sofferenti. Fu in seguito a così tanti miracoli ed eventi prodigiosi che venne presa la decisione di edificare specificatamente una chiesa che contenesse il piccolo simulacro in cera. E Donna Isabella, rimasta ormai vedova, decise di donare tutto il suo patrimonio per la costruzione della chiesa dedicata al Gesù Bambino, che dà il nome all'intero rione.

A ricordo di tale evento una epigrafe marmorea all’interno del Santuario di Gesù Bambino, aperto al culto il 7 novembre 1858, recita in latino: “Nell’anno cinquantesimo del secolo decimo nono a riprova della pietà di Donna Isabella Accolti Gil e sotto gli auspici del nostro Re Ferdinando II che il sommo Dio conservi e renda felice questo Tempio fu edificato e al Bambino Gesù dedicato e conservato”.

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