Massafra, territorio della Civiltà Rupestre, indicata come la "Tebaide d'Italia", conta una popolazione di circa 32.000 abitanti, si estende su di un territorio di 12.552 ettari e si "distende" sul mare per 6,7 Km., salendo in collina sino ai 450 m. di Monte Sant'Elia e "Corno della Strega".
Ridente e ospitale cittadina, arroccata su uno sperone roccioso tra la gravina "San Marco" e quella della "Madonna della Scala", a 110 metri sul livello del mare, domina lo Ionio. E' una piattaforma da cui affacciarsi per scorgere i monti della Calabria e il perimetro del Golfo di Taranto.

La Città di Massafra mantiene inalterate le tracce del suo passato fatto di Greci, Romani, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini e di "Basiliani", monaci provenienti dal lontano Oriente, che abitarono e lavorarono nelle tipiche "spelonche", trasformandole successivamente in case e chiese. Ma con molta probabilità furuno gli "Afri", un popolo proveniente dall'Africa settentrionale, a chiamare così la Città di Massafra: "massa di afri", anche se in questi ultimi tempi le ipotesi sul toponimo "Massafra" si susseguono tra una "massa - fara" di origine longobarda e una "maxima - ara" ipotizzata tra il I ed il II sec. a.C.
Conosciuta in tutto il mondo, Massafra è legata profondamente alle sue gravine e soprattutto a quella della Madonna della Scala che si estende per oltre 4 Km., costellata da grotte, aromi, profumi e da una vegetazione unica, ricca di oltre seicento piante, molte delle quali officinali e mediche.
Nel tufo delle gravine la gente, nel tentativo di trovare riparo e sicurezza, scavò grotte rendendole abitazioni. Così sorsero i villaggi rupestri. La grotta più famosa presente all’interno della gravina della Madonna della Scala è quella del “Mago Greguro”. In realtà si tratta di un complesso di 12 grotte intercomunicanti con all’interno banchi di lavorazione e circa trecento loculi usati come scaffali. Su chi vi abbia vissuto e quale fosse la sua attività aleggiano varie teorie: dalle più classiche, come quella di un “monastero con annessa farmacia”, alle più provocanti come quella di una “colombaia”.

 

Il territorio di Massafra comprende circa 30 chiese rupestri, note anche come cripte bizantine, databili fra il VI e il XV secolo d.C., di notevole interesse iconografico ed architettonico. Le principali Cripte, ognuna suggestiva, sono: Buona Nuova (VII-VIII sec.), San Marco, la Candelora, San Leonardo, Sant’Antonio.
Affascinante è il borgo medievale, ricco di viuzze strette e tortuose e di improvvisi slarghi. La conformazione urbanistica della città è legata alle preesistenze rupestri. Dalle gravine di S. Marco e Madonna della Scala e dalle altre minori ha avuto origine l’espansione del centro abitato. La popolazione passò in modo graduale dalle case-grotte della gravina alle case-lamie, abitazioni in parte scavate nella roccia e in parte in muratura.
Sono ancora visibili, nel centro storico, le “vicinanze”, cavità profonde tre o quattro metri, dalle quali si accedeva a grotte scavate nel terreno spesso in tufo. I primi esempi di vicinanza si fanno risalire al VI-VII sec. Simboli della Città sono il Castello Medievale (X sec.), a forma di quadrilatero con contorni angolari a strapiombo sulla gravina San Marco, e la settecentesca Torre dell’Orologio, recentemente ritornata al suo antico splendore dopo accurati lavori di restauro.

 

La cupola dell’imponente Duomo, dalla grande aula interna con pianta a croce greca, domina la Città. Ancora da citare sono: la quattrocentesca antica Chiesa Madre; il Santuario di Gesù Bambino, dove si venera la statua del miracoloso Bambinello; il Santuario della Madonna della Scala, principale patrona della Città; la Chiesa e il Monastero di S. Benedetto in stile rococò; l’auditorium Sant’Agostino, dalla splendida facciata Barocca; la Massafra nascosta con cunicoli e case grotte al di sotto del piano stradale, perfettamente conservate; l’Oasi di Monte Sant’Elia, nel territorio a nord, autentico “rifugio” di pace, di religiosità e di ascetismo.

La marina massafrese, con la sua pineta più estesa della Puglia (767.000 mq), con il suo caldo arenile (167.000 mq) e con i 600.000 mq di dune, comprende le zone: Pantano, Ferrare, Patemisco, La Macchia, Marinella e Chiatona.
Il territorio di Massafra è votato all’Agricoltura, all’Artigianato e al Commercio.
Conta circa 2.300 tra imprese artigianali, esercizi commerciali e imprenditori agricoli. Molto florido il settore industriale e aziendale capeggiato dallo stabilimento Dreher-Heineken, seguito dalle aziende agricole produttrici degli internazionali agrumi, riconosciuti a livello europeo. Molto pregiante sono le produzioni dell’olio e del vino. Nel 2003 è stato inaugurato il Civico Museo Storico Archeologico della Civiltà dell’Olio e del Vino (presso il Castello Medievale).

 

È anche folklore, religiosità popolare e tradizionale, con i sentiti riti della Quaresima e della Settimana Santa, con il noto e coinvolgente Carnevale, con MassafraEstate, con il Settembre Massafrese ed il “Palio della Mezzaluna”, con le partecipate feste patronali con gli apprezzati appuntamenti culturali e sportivi.
Semplice e genuina la cucina massafrese. Rinomata è la pasta fatta in casa con le tipiche orecchiette pugliesi condite con ragù o pomodoro fresco e cacio ricotta, o i “pizzicarieddi” (piccole orecchiette) con pecorino locale. Appetitosi anche gli arrosti di carne e la salsiccia a punta di coltello. Dolci tipici sono le “cartellate” e i “porcelli” (dolci al miele).
Il clima meraviglioso ed il sole che illumina le giornate rappresentano la giusta cornice per la Città.

Massafra è tutto questo e molto di più… basta scoprirla.

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